Vertenza Goodyear, forse la soluzione

8-3-2024

Economia

Vertenza Goodyear, forse la soluzione

Finalmente si intravede una soluzione concreta alla vertenza Goodyear. I dipendenti dello stabilimento di Cisterna, che produceva pneumatici, potranno forse vedere la luce alla fine del tunnel, che li porta da nove mesi nella crisi che ha determinato la dismissione del sito produttivo da parte della casa madre statunitense. Ora, nove mesi dopo appunto, due imprenditori pontini del settore aeronautico hanno messo sul tavolo della Task Force governativa un progetto di recupero e riattivazione dello stabilimento che prevede anche di riassorbire i 249 dipendenti esclusi da benefici e scivoli. Nella giornata di ieri gli imprenditori della Meccano Holding, in una riunione negli uffici romani della Task Force, hanno consegnato il Piano Industriale, con il quale spiegano la strategia di salvataggio della, si spera ormai, ex Goodyear. I due imprenditori pontini del settore aeronautico, Alberto Veneruso (AvioInteriors) e Fabio Massimo Bombacci (ex Irving Aerospace Spa) hanno comunicato la proposta all’amministratore delegato della multinazionale, Antonio Corsi, e al “mediatore” governativo Borghini. In una lettera, consegnata stamattina, è contenuta una proposta completa e vincolante, con una sola condizione: cinque giorni di tempo alla Goodyear per dire sì o no alla proposta della Meccano Holding di rilevare il sito di Cisterna e riassumere il personale licenziato. Non un ultimatum, ma un’esigenza che scaturisce dalla necessità di non “sforare” i tempi tecnici richiesti dall’avvio dell’operazione, visto che la cassa integrazione per gli ex operai Goodyear scadrà a marzo. Se il manager italiano accetterà le condizioni entro il primo dicembre, la Meccano Holding non potrà più fare marcia indietro, né cambiare le condizioni del contratto. Nel caso contrario, la proposta perderebbe efficacia. Al momento non si conoscono i dettagli del Piano industriale. Tra le certezze vi è la proposta di riassunzione graduale, nell’arco di tre anni, di 249 lavoratori licenziati dalla multinazionale americana e la reindustrializzazione del sito di Cisterna per la produzione di componenti per il settore aeronautico. Un progetto che ha già ricevuto l’approvazione dei sindacati.


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